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TELECAMERA POSTERIORE JEEP E RAM: IL RICHIAMO 26V531000 RIGUARDA L'ITALIA?
Aggiornato 2026 – Fonte: filing NHTSA campagna 26V531000 (agosto 2026)
Risposta rapida
Stellantis ha richiamato 844.027 veicoli negli Stati Uniti, circa 955.000 in tutto il mondo, perché un difetto del software dell'autoradio può impedire la comparsa dell'immagine della telecamera posteriore quando si innesta la retromarcia. La campagna è registrata come NHTSA 26V531000, riferimento interno Stellantis 78D. Riguarda modelli 2026 e 2027 di Jeep, Ram, Chrysler e Dodge costruiti per il mercato nordamericano: fuori dal Nord America i veicoli coinvolti sono circa 15.000, quindi il parco circolante italiano è toccato in modo marginale. La telecamera non è difettosa: la soluzione è un aggiornamento software gratuito, in molti casi over-the-air.
La notizia è circolata molto anche in Italia con titoli che parlano di "quasi un milione di auto a rischio", e la domanda che ci arriva dalle officine partner è sempre la stessa: i clienti con una Jeep devono preoccuparsi?
La risposta breve è no, nella quasi totalità dei casi. Ma il caso merita comunque attenzione, perché racconta bene come stanno cambiando i guasti sulle auto moderne: il pezzo è integro, si rompe il software.
⚠️ Cosa succede esattamente alle auto coinvolte?
Il difetto è nel software dell'autoradio, cioè dell'unità che gestisce il display centrale. Quando il conducente innesta la retromarcia, la radio dovrebbe commutare la sorgente video e mostrare l'immagine della telecamera posteriore. Su alcuni esemplari questa commutazione non avviene e lo schermo resta senza immagine.
Il punto tecnico rilevante è che la telecamera funziona perfettamente. Non è il modulo a essere difettoso, né il cablaggio, né il display: è la riga di codice che decide cosa mostrare sullo schermo.
Negli Stati Uniti questo si traduce automaticamente in una non conformità normativa, perché lo standard federale FMVSS 111 "Rear Visibility" impone che il veicolo mostri l'area retrostante durante la manovra. Un'auto che non lo fa non rispetta l'omologazione, indipendentemente dal fatto che il resto funzioni.
La cronologia ricostruita dal filing è precisa: Stellantis ha avviato l'indagine interna a maggio 2026 dopo aver rilevato la possibile perdita della visualizzazione, ha stabilito il 6 agosto 2026 che alcuni veicoli non erano conformi allo standard federale e ha reso pubblica la campagna il 17-18 agosto. I numeri di telaio sono diventati consultabili sul portale NHTSA dal 20 agosto 2026.
📋 Quali modelli e quanti esemplari sono coinvolti?
Questa è la ripartizione ufficiale depositata presso l'ente americano, ordinata per numerosità.
| Modello | Anno | Unità |
|---|---|---|
| Ram 1500 | 2026 | 211.114 |
| Jeep Wrangler | 2026 | 170.033 |
| Chrysler Pacifica | 2026-2027 | 131.681 |
| Ram 2500 | 2026 | 108.804 |
| Jeep Grand Cherokee | 2026 | 49.036 |
| Jeep Gladiator | 2026 | 39.738 |
| Jeep Cherokee | 2026 | 33.047 |
| Jeep Grand Wagoneer | 2026 | 26.225 |
| Jeep Grand Cherokee L | 2026 | 22.950 |
| Dodge Charger | 2026-2027 | 16.838 |
| Chrysler Voyager | 2026 | 14.077 |
| Jeep Grand Wagoneer L | 2026 | 10.379 |
| Ram ProMaster | 2026 | 5.539 |
| Jeep Compass | 2026 | 4.119 |
| Chrysler Pacifica Plug-In Hybrid | 2026 | 444 |
| Ram ProMaster EV | 2026 | 3 |
Ai 844.027 veicoli statunitensi si aggiungono circa 107.000 unità tra Canada, Messico e altri mercati, per un totale globale di circa 955.000. È la terza campagna per ampiezza aperta da Stellantis nel 2026, su un totale di 27 richiami dall'inizio dell'anno.
🇮🇹 Il richiamo riguarda le auto immatricolate in Italia?
Nella sostanza no, e vale la pena capire perché, perché è la parte che i titoli italiani hanno raccontato peggio.
Primo motivo: la lista è composta quasi interamente da modelli non venduti in Italia. Ram 1500 e 2500, Chrysler Pacifica e Voyager, Dodge Charger, Jeep Grand Wagoneer, Cherokee e Gladiator non fanno parte della gamma ufficiale italiana. Da soli valgono oltre l'85% del totale.
Secondo motivo: i modelli condivisi con l'Europa non sono le stesse vetture. La Jeep Compass richiamata è la versione prodotta per il Nord America, con un'architettura infotainment differente; sono 4.119 unità, la penultima voce della lista. La Compass venduta in Italia è costruita su piattaforma europea con una radio diversa.
Terzo motivo, il più diretto: Stellantis quantifica in circa 107.000 i veicoli fuori dagli Stati Uniti, e la larga maggioranza si trova tra Canada e Messico. Fuori dal Nord America si resta attorno ai 15.000 esemplari, distribuiti su tutti i mercati d'esportazione del mondo.
Resta valida una sola raccomandazione operativa: se hai una Jeep o una Chrysler di importazione, o hai comprato l'auto usata senza conoscerne la provenienza, la verifica sul numero di telaio a 17 caratteri è l'unico modo per avere certezza. I richiami valgono per singolo VIN, mai per modello intero. La procedura è la stessa che abbiamo descritto nella guida su come verificare i richiami ufficiali partendo dal VIN.
🔧 Come viene risolto il problema?
Con un aggiornamento del software della radio, gratuito. Su gran parte dei veicoli l'installazione avviene over-the-air: il proprietario riceve una notifica sul display o sull'app e autorizza l'installazione a vettura ferma, senza passare dalla concessionaria. Sugli esemplari non predisposti l'aggiornamento viene caricato dal concessionario, sempre senza costi.
È la conferma di una tendenza che sta cambiando il concetto stesso di richiamo: fino a pochi anni fa una campagna da quasi un milione di veicoli significava mesi di officine intasate e ricambi da produrre. Qui non si sostituisce nulla.
💡 Cosa insegna questo caso a chi guida un'auto recente?
Che quando la telecamera posteriore smette di funzionare, il primo sospettato non deve essere la telecamera.
Su un'auto moderna la funzione dipende da una catena: modulo, cablaggio nel portellone, connettore, bus CAN, software della radio, display. Il caso Stellantis dimostra che l'anello più fragile può essere l'ultimo software caricato, non il pezzo più esposto agli agenti atmosferici.
Questo cambia l'ordine delle verifiche. Prima di autorizzare lo smontaggio del portellone o l'acquisto di un modulo da 90-350 euro, ha senso controllare se esiste una campagna aperta sul proprio telaio e provare un riavvio dell'infotainment. Su diversi sistemi Uconnect, per esempio, i blocchi del display si risolvono con una procedura di riavvio senza alcun intervento meccanico, come spiegato nella nostra analisi dei blocchi dei sistemi Uconnect 5.
Va anche detto cosa questo caso non è: non è un problema ADAS. La telecamera posteriore è un dispositivo di visione indiretta, non un sistema che frena o sterza. Se insieme all'immagine posteriore perdi anche cruise adattivo o mantenimento di corsia, il quadro è diverso e va cercato altrove, come spieghiamo nella guida su perché più sistemi ADAS possono disattivarsi senza guasti reali.
Guida completa
Se la tua telecamera posteriore mostra uno schermo nero e non sei coinvolto in nessuna campagna, il guasto ha cause precise e quasi sempre economiche. Qui trovi la diagnosi completa passo passo, i costi reali di ogni riparazione e i controlli da fare in cinque minuti senza attrezzi.
Telecamera posteriore non funziona: cause e soluzioni →❓ Domande frequenti
Ho una Jeep Compass italiana: sono coinvolto?
Quasi certamente no. Le Compass incluse nella campagna 26V531000 sono 4.119 esemplari model year 2026 prodotti per il mercato nordamericano, con architettura infotainment differente da quella europea. La Compass venduta in Italia non rientra nella lista depositata presso NHTSA. Per una certezza formale serve comunque la verifica sul VIN a 17 caratteri presso la rete ufficiale del marchio.
Devo pagare qualcosa per l'aggiornamento?
No. Le campagne di richiamo sono sempre gratuite per il proprietario, indipendentemente dall'età del veicolo, dal chilometraggio e dalla scadenza della garanzia. L'aggiornamento del software radio previsto dalla campagna 78D viene erogato senza costi, sia over-the-air sia in concessionaria. Chi chiede un pagamento per un intervento in richiamo sta operando in modo scorretto.
Posso continuare a guidare in attesa dell'aggiornamento?
Sì. Il difetto non compromette motore, freni, sterzo o stabilità: riguarda esclusivamente la visualizzazione dell'immagine posteriore. L'indicazione operativa nel frattempo è di eseguire le manovre in retromarcia affidandosi a specchietti e controllo diretto, con particolare attenzione nei parcheggi e in presenza di bambini, che sono esattamente lo scenario per cui la retrocamera è stata resa obbligatoria.
Perché un problema software diventa un richiamo di sicurezza?
Perché negli Stati Uniti lo standard federale FMVSS 111 impone che il veicolo mostri l'area retrostante durante la retromarcia, e un'auto che non lo fa risulta non conforme all'omologazione. NHTSA lo classifica quindi come non conformità e non come semplice malfunzionamento. In Europa la logica è analoga: dal 7 luglio 2024 il regolamento UN R158, previsto dal Regolamento UE 2019/2144, rende obbligatorio un sistema di rilevamento in retromarcia su tutte le nuove immatricolazioni.
È la prima volta che succede su queste auto?
No. Le campagne per mancata visualizzazione della retrocamera sono ricorrenti su tutti i costruttori dall'introduzione dell'obbligo americano nel maggio 2018, e lo stesso gruppo aveva già affrontato casi analoghi negli anni precedenti. È la conseguenza diretta di una funzione di sicurezza affidata al software di un'unità multimediale, che viene aggiornata molto più spesso di quanto non venga sostituito un componente meccanico.
✅ Cosa ricordare
- Il richiamo 26V531000 è nordamericano. Su 955.000 veicoli globali, 844.027 sono negli Stati Uniti e circa 107.000 tra Canada, Messico e altri mercati: il parco italiano è coinvolto in misura marginale.
- La telecamera non è difettosa. Il problema è il software dell'autoradio che gestisce la commutazione video, e si risolve con un aggiornamento gratuito, in molti casi over-the-air senza passare in concessionaria.
- I richiami valgono per VIN, non per modello. L'unico controllo affidabile è la verifica del numero di telaio a 17 caratteri: appartenere a un modello in lista non significa essere coinvolti, e viceversa.
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